Nicoletti Raffaele
Un sito vetrina bilingue per un laboratorio artigianale di divani — e un catalogo rifatto partendo dalle foto in laboratorio.


01 — La richiesta
Anni di divani, Chesterfield e letti imbottiti — e nessun sito.
Mio zio progetta e realizza tutto nel suo laboratorio di Altamura. I clienti arrivavano col passaparola. Serviva un posto che mostrasse tutta la produzione, parlasse a visitatori italiani e stranieri e trasformasse l’interesse in una conversazione — senza canoni mensili né un gestionale da curare.
02 — Il problema delle foto
I prodotti erano bellissimi. Le foto erano scattate tra gommapiuma, telai ed estintori.
Rifare tutto in studio non era possibile. Così ho scontornato ogni prodotto dalla foto originale con il framework Vision di Apple su macOS e l’ho inserito in un piccolo set di stanze generate — una parete, un pavimento, un tappeto, una lampada o un quadro — in modo che 36 prodotti in cinque collezioni sembrassero un unico catalogo.
In laboratorio
Catalogo
03 — Scelte
- Il catalogo è un file di datiOgni prodotto è una riga in un file JavaScript — immagine, nome, descrizione in italiano e in inglese. Aggiungere un divano non tocca mai la grafica.
- Privacy prima di tuttoNiente cookie, niente statistiche, font ospitati sul sito e Google Maps che si carica solo dopo un clic. Per le regole europee il sito non ha bisogno del banner dei cookie.
- Prima l’e-mailOgni pulsante «Chiedi informazioni» apre un’e-mail che cita già il prodotto. C’è anche WhatsApp, ma come seconda scelta — è così che il laboratorio preferisce lavorare.
- Due lingue, una paginaItaliano e inglese nella stessa pagina, un link
?lang=enda mandare ai clienti stranieri e un’anteprima curata quando il link si condivide su WhatsApp.




04 — Il sito
Caldo, tranquillo e al servizio dei mobili — un carattere graziato per l’artigianato, tanto spazio bianco, un solo accento color terracotta.
Passa sopra per scorrere
